03.08.2007
Quanto pesa il vuoto
L’Espresso
Anno LIII – Numero 31
03 Agosto 2007
sezione: Cultura pp. 109
La scienza
di Piergiorgio Odifreddi
Per la maggior parte di noi, il vuoto è un luogo dove non c’è niente.
Per i fisici quantistici, invece, il vuoto è un luogo dove c'è di
tutto, come ci canta e ci suona Frank Wilczek, premio Nobel per la fisica del
2004, in un bell’assolo su "La musica del vuoto" (Di
Renzo,
pp. 89, euro 12). La domanda fondamentale alla quale lo scienziato risponde
riguarda l'origine della materia ordinaria, che è naturalmente l'esatto
contrario del vuoto: la sua sorprendente risposta è che essa, per il
90 per cento, emerge da una teoria idealizzata i cui ingredienti (quark e gluoni)
sono completamente senza massa! A scanso di equivoci, questa emergenza della
materia dal vuoto non è affatto una creazione dal nulla: con buona pace
dei filosofi, infatti, le due parole non sono
per niente sinonime. Più precisamente, la massa di particelle pesanti
quali il protone e il neutrone si crea da energia pura secondo la formula di
Einstein e le regole della Qcd, la cromodinamica quantistica che lo stesso
Wilczek ha sviluppato da studente insieme al suo professore David
Gross, vincitore
con lui del premio Nobel. Come invece si formi la massa di particelle leggere
quali l'elettrone è ancora un mistero, che attende per la sua soluzione
il passo successivo alla Qcd. Nel frattempo, comunque, questa ha già permesso
addirittura di riprodurre in laboratorio le condizioni del Big Bang, in eventi
esplosivi che provocano palle di fuoco ad altissima temperatura che si espandono
in maniera simile all'universo primordiale, lasciando tracce come quelle fotografate
sulla copertina del libro, che ci dà un'idea di come dev’essere
stato il fatidico momento del fiat lux.